RIMINI - Un senzatetto dato alle fiamme senza pietà, cospargendolo di benzina e dandogli fuoco. E' successo a Rimini, la città di Fellini, quella bonariamente burlona dei vitelloni; la città di don Benzi, quella che si dedica al prossimo e ai derelitti; la città che ospita il meeting di Cl. Questa stessa città si è svegliata temendo di essere diventata intollerante e brutale con chi non può e non sa difendersi. Come un clochard che si cerca di uccidere solo perché dorme su una panchina. E' successo poco dopo la mezzanotte, nelle vicinanze della chiesa della Colonnella, sulla via Flaminia, una delle tante parrocchie riminesi che fanno solidarietà. E' qui, su una panchina, che aveva trovato 'rifugio' Andrea Severi, 46 anni di Taranto. Un uomo con problemi personali e anche mentali che fuggiva da anni da tutto e da tutti e che da tre lustri aveva 'trovato casa' nelle strade di Rimini. Noto ai servizi sociali del Comune ma anche alle associazioni di volontariato che assistono i clochard, come la Capanna di Betlemme e la Papa Giovanni XXIII, Andrea dapprima aveva stazionato a lungo con la sua inseparabile bicicletta nel parco Fabbri, poco distante dall'arco d'Augusto. Ma poi, anche in seguito ad un altro triste episodio (raccontava che dei balordi gli avevano rotto un braccio) si era trasferito con le sue poche cose tra il vecchio palazzetto dello sport e la Colonnella, una zona oggi tranquilla, dopo anni nei quali era stata regno di spacciatori. I commercianti e i residenti lo conoscono bene: ne parlano come di un uomo mite, che non dava fastidio a nessuno. Eppure qualcuno ha pensato di eliminarlo: una ragazza che passava vicino alla chiesa ha visto un uomo avvolto dalle fiamme e ha chiamato il 118. I sanitari che lo hanno soccorso lo hanno trovato sotto choc: è riuscito a dire il suo nome e che si era svegliato per il grande calore. Aveva ustioni di secondo e terzo grado sul 40% del corpo, il volto devastato dalle fiamme. All'ospedale 'Infermi' hanno subito valutato la gravità delle bruciature e lo hanno trasferito ad un centro più attrezzato, quello dei grandi ustionati di Padova. Qui è stato ricoverato con prognosi riservata e in serata era ancora in gravi condizioni. Ai volontari della Capanna di Betlemme, che lo conoscono, ma anche agli inquirenti, non ha voluto rispondere, non vuole parlare, schivo com'é sempre stato. Ma forse anche perché ha poco da raccontare: si era addormentato sotto le stelle come tutte le notti e si è risvegliato avvolto dal fuoco, senza capire cosa fosse successo. Accanto a lui non c'era nessuno, la giovane che ha chiamato al 118 non ha visto niente, se non le fiamme. I vigili del fuoco hanno trovato abbandonata poco lontano una tanichetta di plastica, vuota e mezza bruciata, che odorava di liquido infiammabile, forse benzina: proprio di fronte c'é un distributore che di notte è automatico. La panchina bruciacchiata, la bici appoggiata alla spalliera, le buste di nylon, un paio di scarponi anneriti dal fumo e la chiazza d'asfalto reso più scuro dal fuoco. Ecco quello che restava. Per fortuna Andrea non è in pericolo ed è sottoposto a cure intensive. Forse, quando tornerà accetterà l'invito più volte rifiutato di dormire alla Capanna di Betlemme, lui che rifuggeva dai luoghi affollati come le stazioni e i dormitori. La Squadra Mobile della Questura non esclude nessuna pista, ma propende, a detta del questore Antonio Pezzano, per l'ipotesi di un gesto maturato nell'ambiente dell'emarginazione. Forse compiuto da uno squilibrato, un balordo, un tossicomane o forse un ubriaco, che non si è reso conto della gravità di quanto stava facendo. Ma ha detto di non ritenere attendibile la pista razzista. Pezzano si è anche detto preoccupato per eventuali gesti di emulazione, per evitare i quali tutti i senzatetto verranno controllati scrupolosamente, anche per proteggerli. La città ha reagito: la diocesi ha organizzato una veglia di preghiera; i centri sociali hanno tenuto un presidio in piazza davanti al Comune; c'é chi vorrebbe organizzare un corteo di protesta. Tante le manifestazioni di solidarietà in favore di Andrea e di condanna. Lo sdegno è stato generale e le prese di posizione delle forze politiche e degli amministratori non sono mancate, anche se le polemiche politiche hanno trovato nuovo terreno fertile. "Rimini ne esce fuori a pezzi. E' un episodio emblematico di come sta cambiando la città - dice Cristian Gianfreda della Capanna di Betlemme - è una cosa che, anche nei luoghi del disagio che noi conosciamo bene, non si era mai vista".
articolo preso e copiato interamente dall'homepage di liberoormai di storie come queste se ne sentono spesso,i cosidetti invisibili che affollano le nostre città,gente dall'identità a volte sconosciuta che muore per colpa del freddo o della fame agli angoli delle nostre strade e che spesso noi facciamo finta che non esistono.
La storia di Andrea mi ha profondamente toccato, soprattutto perchè Andrea è uno di noi,è un tarantino,e come tarantina sono indignata dalla notizia della sua aggressione da parte di qualche tossicodipendente a cui Andrea aveva dato in qualche modo fastidio,pare infatti che la sua presenza in quei giardinetti era una sorta di "controllo silenzioso" contro lo spaccio di droga.
Ora non vorrei passare per quella che decide di raccontare la storia di Andrea sul proprio blog solo perchè questi tarantino,ma perchè io sono una di quelle persone che ancora oggi quando passa davanti alle stazioni ferroviarie,o sotto le metropolitane quando si sposta per l'Italia,sta male quando vede gli invisibili dimenticati da Dio.
Mi piacque molto infatti la trasmissione condotta da Marco Berrin che mandarono in onda un pò di tempo fa su Italia1,una di quelle trasmissioni educative e per la quale vale la pena di rimanere a casa davanti alla tv,quando invece c'è gente che preferisce non uscire perchè si deve seguire l'isola dei famosi...va bè come si dice "de gustibus non disputandum est!!"
detto questo vorrei solo che chi avesse letto l'articolo riflettesse sull'importanza di questi esseri umani e che molti sono diventati "invisibili" non per loro scelta!!
provate a fare come faccio io,provate ad osservarli senza farvi notare,provate a guardare i loro volti,la loro espressione,la loro gestualità,le loro mani!!! poi tornate a casa e guardatevi intorno,vi assicuro che potreste vedere la vita da un punto di vista diverso dal solito!
forza Andrea.
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